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La Pandemia ha evidenziato le nostre fragilità. Un numero verde gratuito vi sosterrà!

 

Ormai ne siamo tutti consapevoli, l’impatto suscitato dalla Pandemia non è stato uguale per tutte le persone, ha però sottolineato quali sono le disuguaglianze e le nostre fragilità.

Ed è su queste fragilità che la nostra Associazione “SOS RAZZISMO ITALIA” oggi vuole intervenire, tendendo la mano a chi è in difficoltà, dando ascolto alla sua voce.

Vogliamo farlo con un numero verde, gratuito per tutti, senza differenze di genere, di età o di nazionalità: 800. 822567

Tre saranno le macro aree:

  1. Sociale         –    ascolteranno la tua richiesta di aiuto o di compagnia (Alberto, Angela, Barbara, Enzo)
  2. psicologico –   per supporto psicologico risponderanno due psicoterapeute (Angelica e Francesca)
  3. diritti migranti – risponderà una mediatrice culturale sui temi riguardanti lo status di migranti e non solo (Marianna)

Da oggi il nostro numero verde è attivo, la vostra voce ha diritto di essere ascoltata, chiamate!

 

 

 

 

 

Disegno di Ivo Sera

CORALLI II° a cura della redazione di SOS Razzismo Italia

 

Rivendicare diritti è palestra di democrazie ma anche impegno di solidarietà.

Così scrive Luigi Manconi:

Il DIRITTO AL SOCCORSO è principio essenziale di civiltà giuridica e di legge universale, fondata sul diritto del mare e sul diritto internazionale.       La posta in gioco è cruciale: impedire che quel diritto irrinunciabile finisca sommerso dalle acque del Mediterraneo e dal nostro silenzio”

E poi non dimentichiamo la lezione avuta dalla pandemia sul diritto alla salute e al lavoro come ci ricorda Silvia Truzzi :

“Per riuscirci ci dobbiamo occupare dei diritti di tutti e degli immigrati”

23 Novembre 2020 

Disegno di Ivo Sera

C O R A L L I a cura della redazione di SOS Razzismo Italia

 

Di fronte ai traumi delle migrazioni il grande nemico è l’indifferenza!                                                         

Con questo spazio settimanale SOS Razzismo vuole dare il segno della reazione.                                                

Si chiamerà CORALLI perché sono fonte di energia rigenerativa.  

Iniziamo ricordando la tragedia della morte di un bambino della Guinea.   

Così ROBERTO SAVIANO la descrive in modo lapidario:

“Muore Joseph, un bimbo di sei mesi. Ennesimo naufragio nella fossa comune più                  grande del mondo: il Mediterraneo”

Erri De Luca cerca di descriverne le cause:

“Ottavo naufragio di novembre, i non affogati riportati in Libia, la peggiore casella di partenza. Non sono più vite umane, ma pedine di un lancio di dadi truccati”

16 novembre 2020

“Inclusione sociale, diritti umani e antidiscriminazione” Il nostro corso di formazione a distanza!

Comunicato Stampa

Tanto più l’intolleranza si diffonde, tanto più è necessario riaffermare la necessità dell’inclusione sociale e dell’anti-discriminazione. E’ per questo che SOS Razzismo Italia, associazione attiva dal 1989, promuove un corso multimediale che formi cittadini consapevoli, in grado di promuovere sul campo i diritti umani. La responsabile scientifica del corso è Angela Scalzo, segretario generale di SOS Razzismo Italia, mentre il coordinamento del corso è affidato a Barbara Bugliosi. “Inclusione sociale, diritti umani e antidiscriminazione” è un corso di formazione a distanza che supera agevolmente le difficoltà o l’impossibilità di relazione dovute alla pandemia e guarda già al domani, utilizzando la piattaforma Classmill. Un ambiente digitale di semplice ed immediato utilizzo sulla maggior parte dei dispositivi informatici in cui è facile inserire contenuti elaborati con i social Facebook ed Instagram o video con YouTube. Molti e stimolanti i temi affrontati, declinati in cinque moduli affidati a riconosciuti esperti di settore. Si definirà cos’è l’inclusione sociale, si approfondirà la psicologia delle discriminazioni e dei pregiudizi, si affronterà l’immenso tema dei diritti umani e delle migrazioni. Non mancherà l’aspetto comunicativo essenziale per chiunque voglia incidere nella società in cui vive. L’obiettivo del progetto é formare persone in grado di orientarne altre alla cooperazione, invece che alla discriminazione, coscienti dell’azione di forze che spingono nella direzione opposta. Una discriminazione crescente nelle nostre società, rivelatasi grimaldello sociale e giuridico per opprimere altri esseri umani e garantirsi rendite di posizione. Il corso è gratuito e prevede un contributo di 25 euro solo per chi abbia bisogno di ricevere l’attestato di partecipazione. Ci si può iscrivere mandando una e-mail a “ progettazione@sosrazzismo.com”.

Con la tua partecipazione attiva saremo più forti!

 

OTTOBRE SOTTOLINEATURE a cura della redazione di SOS Razzismo Italia

 

1° OTTOBRE 2020

Muore Quino, il padre di Mafalda. “Troppe volte l’urgente non lascia tempo per l’importante”

2 OTTOBRE 2020

Con la pandemia abbiamo anche capito come le interazioni tra uomo e ambiente siano enormi e modificabili, l’involontario esperimento del lock down con i delfini che sono tornati a visitare il porto di Cagliari e la laguna di Venezia ripopolata dalla fauna marina sono immagini che non dovremmo dimenticare.

(SERGIO HARARI)

3 OTTOBRE 2020

Se i morti di marzo avevano trovato un’accoglienza nei nostri animi squassati e impauriti, quelli che si sommano adesso sembrano solo il rumore di fondo delle nostre giornate epidemiche. Pensiamo sempre ai nuovi contagi, cioè a noi stessi, e sempre meno ai nuovi morti

(PAOLO GIORDANO)

4 OTTOBRE 2020

In circostanze fortunate si possono vedere a occhio nudo meno di cinquemila stelle. Meno dei morti di Covid-19 del mondo nelle ultime ventiquattro ore. L’analogia è questa : allo stato attuale , l’intera volta celeste viene spenta ogni notte dal coronavirus con un clic di interruttore

(PAOLO GIORDANO)

5 OTTOBRE 2020

Un Paese serio non va incontro a una possibile seconda ondata di dolore confidando che passi la nottata. Un Paese serio pretende responsabilità dai suoi cittadini, e se nel caso la impone. La libertà non è stare sopra un albero. Libertà è partecipazione come diceva Giorgio Gaber

(CARLO VERDELLI)

6 OTTOBRE 2020

Undici ore trascorse al reparto Covid del Policlinico Gemelli tra i ricoverati e la paura del coronavirus. Ho sentito tanti pazienti piangere e gridare di dolore e il racconto di medici e infermieri su quanto stiano crescendo i ricoveri urgenti e su come si stiano riaprendo le terapie intensive.

(MASSIMO GIANNINI)

7 OTTOBRE 2020

Il calendario dei sentimenti e quello appeso al muro combaciano meno del solito. Una comunità umana vive di anche di appuntamenti e riti collettivi. Ma se un vento improvviso spazza via la segnaletica consueta, non è strano sentirsi confusi, e magari anche tristi, sballottati, senza appigli nel fiume del tempo.

(PAOLO DI PAOLO)

8 OTTOBRE 2020

Medaglia d’oro a Willy. “Willy è un luminoso esempio anche per le giovani generazioni di generosità, altruismo , e non comune senso civico, spinti fino all’estremo sacrificio.”

(SERGIO MATTARELLA)

9 OTTOBRE 2020

Code infinite ai drive in , giornate intere passate in attesa del tampone per il Covid-19. Adesso quando nel traffico s’incontrano code di macchine non sai più se c’è stato un tamponamento o un tampone.

(SAVERIO RAIMONDO)

10 OTTOBRE 2020

Dio ci sei? Stavi riposando? Mi cerchi se ho bisogno? Grazie

(ALESSANDRO BERGONZONI)

11 OTTOBRE 2020

Anche a un metro di distanza, mani in tasca e volto mascherato, siamo relazione. Per tacitare il rapporto più complicato che abbiamo: quello con noi stessi

(ELVIRA SEMINARA)

12 OTTOBRE 2020

I bambini vivono le regole come una cosa nuova, ma poi vanno in automatico. Quando usciamo mia figlia mi ricorda: hai preso la mascherina? E’ tenera, ha scritto una lettera alla sua amica Isabella: “Se ti lavi le mani possiamo vederci subito”.

(LAURA PAUSINI)

13 OTTOBRE 2020

Dall’Enciclica Fratelli Tutti

Il dolore, l’incertezza, il timore e la consapevolezza dei propri limiti che la pandemia ha suscitato, fanno risuonare l’appello a ripensare i nostri stili di vita, le nostre relazioni, l’organizzazione delle nostre società e soprattutto il senso della nostra esistenza”

(PAPA FRANCESCO)

14 OTTOBRE 2020

Grazie alla pandemia ho scoperto l’unico desiderio puro: restare vivi.

(EDOARDO ALBINATI)

15 OTTOBRE2020

Dopo mesi di vita a singhiozzo, abbiamo maturato ognuno la propria resistenza personale all’ipotesi di contagio. Per alcuni si traduce nella convinzione che il Covid-19 sia una minaccia solo per una fascia ristretta della popolazione; per altri si tratta di interpretare i numeri con maggiore obiettività e accorgersi che il rischio non è alto quanto vogliono farci credere, per altri ancora è semplice stanchezza.

(PAOLO GIORDANO)

16 OTTOBRE 2020

Le verità parziali, gonfiate dal desiderio di fare le cose come le facevamo prima, diventano facilmente scetticismo e sottovalutazione : negazionismo, se proprio vogliamo chiamarlo così, ma di un tipo più “debole” e strisciante. Forse, il segreto delle seconde ondate è proprio questo : non la stagione fredda e nemmeno una mutazione del virus, ma una mutazione della nostra psicologia.

(PAOLO GIORDANO)

17 OTTOBRE 2020

Nell’era della pandemia il potere della scrittura può essere salvifico. Ciò riuscirà a indebolire il virus? Ovviamente no. Però ci permetterà di rafforzare un poco il nostro sistema immunitario. Di ricordare a noi stessi chi eravamo prima della pandemia. E di quanto potrebbe essere bello e luminoso il mondo dopo che saremo usciti da questo incubo.

(DAVID GROSSMAN)

18 OTTOBRE 2020

I numeri che stiamo vedendo con apprensione crescente vogliono dire in ultima istanza questo: abbiamo davanti molti altri morti. E’ con questa idea ben piantata in testa che dovremmo domandarci se le misure messe in campo e quelle ventilate siano davvero le migliori

(PAOLO GIORDANO)

19 OTTOBRE2020

Avevamo sognato di essere fuori dalla pandemia, di essere stati un modello per tutti, di ripartire con il recovery fund, ora c’è il risveglio. E torna l’inquietudine.

(MARCO DAMILANO)

20 OTTOBRE 2020

L’incertezza prolungata sta erodendo la stabilità, l’equilibrio emotivo di molti. La risposta prevedibile e naturale alla crisi sanitaria in termini di stanchezza, di sfiducia e di pessimismo.

(PAOLO DI PAOLO)

21 OTTOBRE 2020

Dopo aver organizzato assembramenti a manetta dal 2 giugno e aver sbagliato ogni messaggio possibile sulla prevenzione anti-Covid, ora il noto virologo Salvini si permette pure di “fare resistenza” sull’inevitabile coprifuoco serale in Lombardia.

(ANDREA SCANZI)

22 OTTOBRE 2020

Coprifuoco: parola sballata in tempo di pace (comportava oscuramento notturno alle finestre contro bombardamenti aerei). Si tratta di restrizioni e non devono riguardare le librerie che sono presidi sanitari. Perché i libri non ci lasciano soli.

(ERRI DE LUCA)

23 OTTOBRE 2020

Perfino i bambini (anche troppo edotti in proposito) disquisiscono di sintomi e contagi. Ma sanno scherzare sugli starnuti. Una, di dodici anni, mi ha assicurato che sa distinguere la tosse da catarro da quella del Covid. Le ho chiesto come fa: mi ha risposto che quella del Covid ti toglie il respiro.

(MELANIA MAZZUCCO)

24 OTTOBRE 2020

La percezione delle morti da coronavirus somiglia più a quella per le perdite causate da un terremoto che a quelle per una patologia e necessita di riti pensati appositamente. Nessuno stupore. Ci siamo creduti una società ormai anti-ritualità, ma il Covid ci ha fatto riscoprire che nei passaggi di vita restiamo una specie tribale, disperatamente bisognosa di codici emotivi condivisi.

(MICHELA MURGIA)

25 OTTOBRE 2020

L’impressione è che chi ci governa navighi a vista. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Prima vieta una cosa, poi cede e la concede un po’, senza un programma, senza una linea, senza nulla che faccia capire che cosa sia meglio fare per il bene comune. Ma i virus non conoscono il cerchiobottismo, vanno avanti con ostinata e fantasiosa testardaggine

(SUSANNA TAMARO)

26 OTTOBRE 2020

Bisogna imparare a non negare il male ma a sostare davanti ad esso, a sopportare il suo peso. E’ una postura mentale ma è anche un’altra tremenda lezione di questo virus: precipitarsi verso l’uscita della crisi essendo ancora dentro la crisi rende i nostri comportamenti scomposti e irrazionali.

(MASSIMO RECALCATI)

27 OTTOBRE 2020

Quando tutto era chiuso era normale che fosse chiusa anche la cultura. Adesso no. Adesso è strano. Proprio perché c’è la pandemia, e per me non c’è nessun dubbio che ci sia, c’è bisogno di più cultura, cioè di una cosa che da sempre gli uomini hanno usato per elaborare l’angoscia.

(FRANCO ARMINIO)

28 OTTOBRE 2020

Avrebbero potuto scrivere risarcimento. O riparazione. O indennizzo. O compenso. O rifusione. O bonus. E invece no, hanno scelto “ristoro”. Il Consiglio dei ministri vara il “Decreto Ristoro” per ristorare i ristoratori. E passerà alla storia come il primo governo ristorante.

(SEBASTIANO MESSINA)

29 OTTOBRE 2020

Disordinata è la pandemia, l’enorme boccia ci ha travolto come birilli le nostre vite. Disordinata la malattia, la paura, la morte, che taglia il conto dei giorni senza alcun riguardo per le nostre agende.

(MICHELE SERRA)

30 OTTOBRE 2020

Solo ora che il Covid insidia il Natale scopriamo che l’anticonsumismo è demagogia, robaccia da blak bloc e da vecchi marxisti in eterna attesa della caduta tendenziale del saggio di profitto. “Ora veni Natali/non tegnu dinari/mi vaiu a cuccari”

(FRANCESCO MERLO)

31 OTTOBRE 2020

Il sipario è una narice, il palco il suo antico polmone, la scena, madre, ha bisogno dei suoi figli, non facciamo orfani dell’arte, lasciateci rimirare, musicare, cantare, danzare, salpare; non fateci ammarare, non lasciateci spiaggiare in riva alle culture, dateci ancora il mare aperto per non soffocare

(ALESSANDRO BERGONZONI)

 

7 ottobre 2020 ! a cura di Angela Scalzo

 

31 anni dalla più grande manifestazione antirazzista a seguito dell’uccisione di Jerry Hassan Masslo! Alla manifestazione noi c’eravamo, con i compagni francesi ed il loro motto -“ touche pas a mon pote”, non toccare il mio amico –  ma  noi, pur adottando il simbolo che unisce nel mondo la sigla SOS Razzismo, rappresentata dalla mano aperta in segno di stop al razzismo, decidemmo allora di utilizzare il motto “stringi la mano ad un nuovo amico”. E gli italiani accolsero bene, con interesse e partecipazione questa Associazione, nata per prevenire le discriminazioni e promuovere l’incontro con le nuove culture. Intanto ai “razzismi interni”, fra Nord e Sud, si stavano sommando quelli verso le “culture altre”. Ma il razzismo è come l’erba gramigna, infesta qualsiasi terreno e bisogna estirparla continuamente. Tutti noi eravamo consci che non avremmo mai dovuto abbassare la guardia e con coerenza, ma privi di risorse, abbiamo promosso intercultura fra i giovani nelle scuole, diritti nei posti di lavoro, solidarietà nei quartieri periferici delle nostre grandi città. Oggi questa nuova “aggressione razzista nei confronti di Willy Monteiro, un ragazzo di seconda generazione, di origine capoverdiana”,  è passata negli anni dall’indifferenza verso la diversità a forme dichiarate di razzismo verso l’altro, un razzismo differenzialista, un razzismo identitario che si manifesta anche e troppo  spesso in modo violento. Gli episodi di intolleranza si moltiplicano giornalmente e gli aggressori non si vergognano più, neppure, di dichiararsi razzisti.

Ecco  alcune frasi autorevoli  di membri della società civile che in questa giornata hanno voluto regalarci un loro punto di vista!

 Certamente la legge sancisce una presa di coscienza rispetto a determinati comportamenti. Quindi bisogna operare a livello culturale e politico per affermare definitivamente che il razzismo è la più odiosa delle discriminazioni qualunque sia il livello e la forma di violenza con cui si esprime, Quindi un reato gravissimo. Il problema è che questa consapevolezza spesso si limita solo ad alcune forme di razzismo, tutto sommato facilmente percepibili perché connotate da violenza ed aggressività.  Non si percepiscono invece come tali tutte quelle forme subdole di razzismo, di tipo burocratico amministrativo, che rappresentano il calvario di ogni immigrato. Sono storie di ordinario razzismo non adeguatamente analizzato e denunciato perché alcune forme di discriminazione sono ampiamente diffuse nella nostra società prescindendo dalla etnia ma che comunque sono più gravi per gli immigrati.   Per liberarci tutti, liberiamoci dal razzismo.                                                                                                                                              Alberto Buttaglieri docente

Penso che aspetti razzisti facciano parte della nostra cultura e società.  Il fatto che un giudice non ne sentenzi la matrice, non cancella l’esistenza del problema.                                                Giuseppe Casucci sindacalista

In un mondo da sempre in movimento, con alle spalle milioni di italiani arrivati in ogni paese, spesso vittime anche loro dell’ottusità di alcuni, non si può,  non si deve arginare, annullare fenomeni definiti razzisti per “legge”… dovrebbe essere “legge” non scritta, assodata, semplicemente ricordare che, come disse Einstein, apparteniamo tutti alla razza umana.  Giovanna Chiarilli giornalista

Il razzismo è un pericoloso pretesto di un malessere della persona, della comunità fino ad una intera società. Un omicidio è la punta di un iceberg, è la convinzione di essere espressione di un volere condiviso violento. Il razzismo per contrastarlo va discusso in ogni piano sociale, dalla scuola ai bar, dagli uffici ai mercati rionali. Troppo spesso le dichiarazioni di civiltà sul multiculturalismo, sui diritti per tutti ed altro, sono chiusi in convegni o nelle stanze di esperti analisti, illuminati opinionisti che a volte non conoscono nemmeno lontanamente il disagio della società. E’ quel disagio il brodo di cultura del razzismo.                                                            Marco Favale giornalista

 Il razzismo più o meno latente – condensato nella tipica frase “non sono razzista ma” – di cui giustamente ci si vergognava, sta vivendo oggi preoccupanti e violente recrudescenze, singulti d’odio sdoganati anche da un certo ‘clima’ che abbiamo vissuto negli ultimi anni e di cui le modifiche in corso al cosiddetto ‘decreto sicurezza’ rappresentano solo l’inizio di un percorso di risalita dagli abissi etici in cui il senso di umanità e comunità umana erano annegati, letteralmente. Dal mio specifico punto di osservazione, ovvero quello della narrazione mediatica del rapporto con l’Altro, trovo che chi fa informazione e maneggia il linguaggio (la cui capacità performante sulla realtà nell’opinione pubblica è dato acquisito) abbia una enorme responsabilità nel non alimentare muri reali e simbolici, culturali e cognitivi; nel non assecondare alcuni venti xenofobi intrisi di stereotipi e pregiudizi, portatori di derive arroganti, scomposte e disumane.  Oltre che in famiglia e nella Scuola – che ha un ruolo determinante nel suo approccio plurale, aperto, dialogante e universalista – il razzismo si destruttura (anche) con un giornalismo di qualità, che non sia urlato o facilmente sedotto dal sensazionalismo e da un fuorviante quanto ingiustificato allarmismo. E’ necessario perciò uscire dalle routine di un racconto schiacciato sulla cronaca (troppo spesso nera e poco incline alla lente ampliante delle buone notizie), sul qui e ora, per passare a una narrazione che faciliti più distese e significanti relazioni tra persone, parola e dimensione tutta da riconquistare ontologicamente.  C’è urgenza di un giornalismo che sappia contestualizzare e approfondire le singole storie all’interno di una più ampia visione di lungo respiro. Solo così potremo sperare di arginare populismi, nazionalismi e retrive chiusure identitarie che, se da una parte di razzismo si auto alimentano nel solco di egemoniche e presunte superiorità da tribù, dall’altra non potranno certo fermare il corso della Storia che veleggia malgrado noi e ogni tipo di tossica resistenza. Una Storia millenaria, è bene ricordarlo, di cui la mobilità umana è una determinate, necessaria, feconda costante evolutiva.                                                                                                                               Tiziana Grassi scrittrice

Questa è la mia sensazione cementata da anni di battaglie in tutti i tribunali italiani, interrogando e “confrontandomi” con imputati accusati di reati a sfondo razzista: il razzismo è una patologia le cui uniche forze scatenanti sono sostanzialmente due, ovvero la paura e l’ignoranza. E’ comune, tra l’altro, che gli ignoranti siano anche paurosi e capita spesso che i paurosi siano ignoranti.                                                                                                                    Massimiliano Madio avvocato

Dobbiamo superare la posizione difensiva o pessimistica dell’antirazzismo. Superare le richieste del solo inserimento, integrazione a favore dell’accoglienza- incontro-inclusione.  Numerosi passi avanti sono stati fatti nel sociale per l’accoglienza e contro i pregiudizi nonostante l’attacco politico delle destre. Valorizziamo le buone pratiche dell’accoglienza ora che anche la politica ha avuto un timido passo avanti con l’annullamento di alcuni decreti propaganda Salvini. La  strada è   l’inclusione , ius culturale,  ius soli.                                                                                                  Angelica Maoddi psicoterapeuta

Penso che il confine tra razzismo e non razzismo, sia molto labile. Bisogna far riferimento al clima culturale in cui si vive, alla legittimazione esplicita ed implicita a comportamenti discriminatori e violenti. In questo senso è davvero difficile distinguere se l’alterità del soggetto che ha subito la violenza, non abbia contribuito ad innescarla. Se la sua immagine, la valutazione inconscia della sua condizione sociale, la voglia di stabilire o ristabilire un nuovo ordine, la presunzione di subire solo lievi o nessuna conseguenza da quell’atto, abbia originato la violenza omicida. Ma questo attiene solo al piano giuridico. L’uccisione di un ragazzo di soli 21 anni dalla pelle nera è invece un fatto monolitico, che non si presta a nessuna interpretazione. La violenza in qualche modo, è sempre razzista. Perché individua nella debolezza e nella diversità dell’altro, nell’attacco ai suoi diritti inalienabili, la ragione del suo essere vittima.   La violenza ha punito il suo voler essere diverso. Willy, peró, vivrà sempre, il suo martirio deve continuare ad interrogarci ed a scuoterci.                                                                        Nicola Natale giornalista

 Come tutte le cose anche il razzismo cambia pur di sopravvivere e poter continuare a discriminare sia socialmente sia con violenze la nostra comunità umana. Quindi ci vorrebbero persone veramente capaci e di volontà che cerchino di smascherare i fenomeni di razzismo che oggi si nascondono, colpiscono e poi si scusano. La memoria in questo ci può aiutare perché come avviene per i virus il nostro sistema biologico conserva traccia di ciò che è avvenuto e quindi è anche capace di sapere se ci si trova di fronte a qualcosa di già avvenuto, riconoscibile e pericoloso. Quei giudici quindi che non ravvisano i fenomeni degli asintomatici si comportano con leggerezza rischiando non solo la vita del paziente-parte lesa ma della società intera non adottando quindi misure adatte a identificare il fenomeno e il contagio sociale. Il razzismo non puoi prenderlo sotto gamba perché è qualcosa che passa anche dentro coloro che si vogliono identificare come nemici e se un domani il razzismo dovesse prendere il sopravvento su tutti allora una guerra razziale e dietro l’angolo. Già ne abbiamo sconfitta e disinnescata una quella del 1921-1946 e non è detto che saremo capaci di ripetere la precedente performance. Da una guerra tutti hanno da perdere ma anche da imparare.                                                                     Vittorio Pavoncello scrittore

 Trentuno  anni fa questo grave atto razzista scosse le coscienze di tutti! Oggi registriamo dolorosi episodi di violenza gravissima a sfondo razziale, accompagnati  da una forte assenza di umanità!                                                                                                                                                           Francesca Scalzo psicoterapeuta

Penso che il razzismo non sia soltanto l’atto violento e discriminatorio, ma anche il voler negare, o non riconoscere la matrice razzista dell’atto. Infatti il razzismo si nutre di odio e violenza, d’ignoranza ed indifferenza.                                                                                                                             Pietro Soldini  sindacalista

 

 

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SETTEMBRE SOTTOLINEATURE a cura della redazione di SOS Razzismo Italia

La mia unica forma di vendetta è leggere più libri dei miei nemici.
(Fabrizio Caramagna)
1° SETTEMBRE 2020
Non ci sono solo i giovani che vanno in discoteca appiccicati, rischiando di trasmettere il Covid , il nostro nemico invisibile, ai nonni e ai genitori. Ce ne sono di meravigliosi. Purtroppo i vecchi intubati soccombono. Ecco perché tocca ai più giovani in questo momento passarsi tra loro una parola d’ordine, quella di un sacrificio coraggioso, di essere, finchè non avremo un vaccino, come Enea che porta sulle spalle il padre Anchise. Sarebbe davvero un inno alla vita. Così come sarebbe importante, nell’attuale incertezza sulla riapertura delle scuole, che fossero loro, i ragazzi, a dire “Noi ci siamo”
(LILIANA SEGRE)
2 SETTEMBRE 2020
Bisogna aprire le scuole e tutto il resto. Bisogna combattere il virus senza fermare il mondo, ma cambiandolo. Lo devono fare i governi e lo può fare ognuno di noi.
(FRANCO ARMINIO)
3 SETTEMBRE 2020
Quest’anno a scuola le prove scritte saranno test sierologici a risposta multipla. Per “prova orale” invece si intende il tampone.
(SAVERIO RAIMONDO)
4 SETTEMBRE 2020
Nel gran discutere di mascherine, distanziamenti e trasporti, bambini e ragazzi in carne e ossa che ruolo avranno una volta che saranno riusciti a rientrare a scuola? Sono migliaia le insegnanti e i docenti che in questi giorni, oltre ad attaccare al pavimento chilometri di scotch a terra, si interrogano su come accogliere i loro allievi in un anno dominato da molteplici incertezze.
(FRANCO LORENZONI)
5 SETTEMBRE 2020
Mentre si teme la seconda ondata dell’epidemia, non si è ancora placata la prima ondata di cazzate. I molti contagiati al Billionaire di Briatore dimostrano che in fatto di Covid, siamo sulla stessa barca, anche se non tutti sullo stesso yacht. Il coronavirus non sembra patire il caldo, come pure era stato ipotizzato. E’ proprio un bel problema, questa perdita dell’olfatto e del gusto, non ci fa rendere conto che siamo completamente nella merda.
(DARIO VERGASSOLA)
6 SETTEMBRE 2020
Il negazionista è il leone da testiera e anche il felino addomesticato convinto di salvare l’umanità. Non sempre è uno che odia, ma uno che, stoltamente e pericolosamente, si sente più libero degli altri. E invece è ostaggio della sua sfiducia.
(PAOLO DI PAOLO)
7 SETTEMBRE 2020
A lei che è sceso in piazza per negare l’esistenza del COVID-19, desideriamo comunicare che in ogni ospedale ci sarà un reparto Negazionisti. Senza quelle macchine invasive e quegli intrugli di Big Pharma, ma con le terapie su misura per voi: caramelle al mentolo, tisane di ortica e il libro “Non siamo mai andati sulla Luna”. Augurandole di non aver mai bisogno di noi, le inviamo cordiali saluti. La dittatura sanitaria,
(SEBASTIANO MESSINA)
8 SETTEMBRE 2020
Banchi scolastici con le rotelle, bene i primi test a Maranello
(SAVERIO RAIMONDO)
9 SETTEMBRE2020
Sei mesi dopo vedo il tentativo di ripetere quello che c’era prima, di fare ritorno alla cosiddetta normalità e di fingere che sia finito tutto. Non vedo il desiderio di rendere la vita più quieta e rivolta a quello che conta. Vedo il mimo della vita di prima, la prepotenza di prima, l’ambizione, la falsa sicurezza, l’incuranza verso gli altri.
(CHANDIA L. CANDIANI)
10 SETTEMBRE 2020
La gente torna al cinema: grazie al distanziamento non c’è più quello davanti che ti copre il film.
(SAVERIO RAIMONDO)
11 SETTEMBRE 2020
La scuola non è solo trasmissione di sapere, ma produzione di coscienze, stimolo allo sviluppo della personalità: e ciò non si fa via Internet.
(CARLO GALLI)
12 SETTEMBRE 2020
Vaccino per tutti non prima del 2022. Per il 2021 invece si pensa a un voucher
(SAVERIO RAIMONDO)
13 SETTEMBRE 2020
C’è l’ipotesi di ridurre la quarantena da 14 a 10 giorni – ma i restanti 4 pioverà a dirotto.
(SAVERIO RAIMONDO)
14 SETTEMBRE 2020
Siamo sconvolti per la morte di Willy, pestato con crudeltà (a Colleferro) per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un’icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell’intera nostra comunità.
(SERGIO MATTARELLA)
15 SETTEMBRE 2020
Oggi mi tengo stretti i versi di Guido Guinizzelli: “Adonqua per certanza/ non si porta compire/senza lo sofferire/alcuna incomincianza”. Parole antiche e belle. Non vedo l’ora di parlarne con i miei alunni
(STEFANIA AUCI)
16 SETTEMBRE 2020
Il dirigente di un Istituto di Calcinate (Bergamo)nel ritorno in aula dice: “Siamo più fragili, ma ricominciamo: lo dobbiamo ai ragazzi che cercano un senso dopo i lutti.”
(FRANCESCO FADIGATI)
17 SETTEMBRE2020
Ricomincia la scuola. Ricominciamo, ricordandoci per darci forza che i contagi fino adesso sono avvenuti molto più in discoteca o nelle piazzette vacanziere che non in classe. Bisognerà ricostruire un clima favorevole, consapevole, ordinato. Se crolla la scuola, crolla la società. E allora prudenza, cautela, attenzione, ma anche tanta felicità per ritrovarci nella nostra patria studiosa, dopo il lungo esilio
(MARCO LODOLI)
18 SETTEMBRE 2020
Primo giorno di scuola nell’era Covid: confusi dall’ansia e dall’emozione molti studenti hanno messo la mascherina sulle spalle e lo zaino in faccia
(SAVERIO RAIMONDO)
19 SETTEMBRE 2020
Un nodo alla gola con le corde vocali. Per ricordarsi di respirare, anche per chi non può più fare. Dando voce.
(ALESSANDRO BERGONZONI)
20 SETTEMBRE 2020
L’umanità ha bisogno di una meta verso la quale dirigersi. Senza, nasce quel malessere così evidente nell’attuale crisi sanitaria.
(AMIN MAALOUF)
21 SETTEMBRE 2020
In un cinema semi-vuoto ho riassaporato finalmente il piacere unico della sala buia, guastato solo dalla mascherina che rende difficoltosa la consumazione di pop-corn a raffica come piace a me.
(SERENA DANDINI)
22 SETTEMBRE 2020
Sicurezza e Covid. Il Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino aeroporto a 5 stelle. Skytrax : “Il migliore al mondo per regole e protocolli anti-virus”.
23 SETTEMBRE 2020
Suarez, famoso calciatore uruguaiano, fa gli esami di italiano per ottenere la cittadinanza, la Procura di Perugia indaga.
“Lo ius soli è stato affondato al Senato. Lo ius sanguinis non vale per gli stranieri. Lo ius culturae si è arenato alla Camera. Poi un giorno arriva Suarez e scopriamo che a Perugia è stata trovata la soluzione: lo ius pecuniae.”
(SEBASTIANO MESSINA)
24 SETTEMBRE 2020
Ora i contagi avvengono maggiormente in famiglia. Riaprite le discoteche, chiudete i pranzi della domenica
(SAVERIO RAIMONDO)
25 SETTEMBRE 2020
Il premier britannico Boris Johnson, sulla minor diffusione in Italia rispetto ad altri Paesi Ue della nuova ondata di coronavirus aveva sostenuto che gli inglesi amano di più rispetto a noi la libertà, da qui la maggior diffusione di Covid da loro. “Anche noi italiani amiamo la libertà ma abbiamo a cuore anche la serietà” ha osservato il capo dello Stato Sergio Mattarella
26 SETTEMBRE 2020
Ho nostalgia degli abbracci inutili ma calorosi che si dispensavano generosamente anche a quasi sconosciuti e senza risparmiarsi
(SERENA DANDINI)
27 settembre 2020
Tra una settimana inizia il processo per la Gregoretti. Ma non sarà una sentenza a farci cambiare idea sull’uso politico che Salvini fa degli ultimi tra gli ultimi.
(MATTIA FELTRI)
28 SETTEMBRE 2020
Ho vissuto e vivo la pandemia nel silenzio della natura. Mentre intorno a me la primavera esplodeva spudorata, sull’autostrada viaggiavano camion pieni di morti destinati, guarda caso, a Civitavecchia, la mia città, discarica d’Italia, dove sarebbero stati bruciati. E ancora una volta si impone per me il silenzio, la sola cura efficace che ci è rimasta.
(ALESSANDRO SERRA)
29 SETTEMBRE 2020
“Araba di merda”, “torna al tuo paese”, “figlia di p…”. Gli aguzzini l’hanno prima insultata e poi picchiata. La vittima, una 13enne di origini nordafricane, è stata presa di mira in mezzo alla strada a Collatino, periferia est di Roma. Durante il lockdown le violenze verbali e le discriminazioni erano cessate; ma con la riapertura delle scuole, sono riprese.
(PAOLO BERIZZI)
30 SETTEMBRE 2020
La mappa del virus nei quartieri di New York diventa più rossa precisamente nelle stesse aree che si colorerebbero se la sfumatura di scarlatto misurasse non la diffusione del contagio e la mortalità ma le fasce di reddito e la qualità delle scuole.
(ZADIE SMITH)

“Abitare la diversità” un crogiolo di arti e culture interscambiate per rendere più ricchi i nostri vissuti

 

 “Abitare la diversità” nasce dal bisogno di contaminazione culturale, di aggregazione, esternazione delle culture ospiti con l’intento di abbattere stereotipi, pregiudizi e forme di discriminazioni della nostra società di accoglienza. Abitare la diversità per viverla attivamente con i suoi protagonisti. Partendo dall’assunto che solo la conoscenza può rendere arricchente la diversità, abbiamo ipotizzato una serie di azioni pilota per contrastare discriminazioni e pregiudizi.

Il 25 e 26  settembre 2020, SOS Razzismo Italia, con il contributo e il patrocinio dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali),  nell’ambito del bando  legato alla settimana antirazzista a cavallo del 21 marzo  scorso,  in partenariato con la Scuola Permanente dell’Abitare e  con il patrocinio morale del Comune di Montalcino, è stata  ospitata, nello splendido complesso di OCRA, nel cuore di Montalcino,   l’iniziativa “Abitare la diversità”; un progetto di sensibilizzazione e di integrazione che si sviluppa a partire da “Non ho paura dell’uomo nero”, programma di eventi risalente a novembre 2018 che ha visto  coinvolte le due associazioni.

Le riflessioni si sono aperte il venerdì 25 settembre con l’inaugurazione della mostra Migrazioni al femminile. Balie italiane e colf straniere.

Migrazioni al femminile. Balie italiane e colf straniere. Quali donne emigrarono nel passato e quali donne emigrano oggi? E una volta arrivate, verso quali occupazioni si orientano? A questi e a tanti altri interrogativi la mostra intende rispondere. La mostra unisce molti percorsi interdisciplinari e fornisce spunti di riflessione utili per un impegno politico e civile contro l’intolleranza xenofoba e il razzismo. In mostra trenta pannelli che ripercorrono storicamente il vissuto di donne italiane e delle donne straniere che prestano cura nel nostro Paese. La presentazione è stata presieduta da Francesca Scalzo, psicoterapeuta transculturale che ha  approfondito il valore della foto come  documento non solo storico ma di vissuti psicologici
Vestire i panni degli altri. Laboratorio a cura della psicologa Angelica Maoddi, esperta in didattica interculturale,  con coinvolgimento dei ragazzi stranieri, richiedenti asilo, dei ragazzi della scuola nel bosco di Montalcino,  all’interno della tavola rotonda “Abitare la diversità” ha presentato le sua attività didattiche anche a distanza. Stimolanti le slide che racchiudono un percorso interculturale originale ed accattivante per la  giovani generazioni.

Il laboratorio musicale, con la guida del maestro Vincenzo Greco, ha coinvolto ed offerto  ai partecipanti quel linguaggio universale legato ai singoli vissuti, in patria e nel paese di accoglienza. La partecipazione di adulti e minori di nazionalità diverse, si sono unite in un percorso di condivisione di valori e diritti, anche attraverso la realizzazione di un laboratorio di performance corali e soliste. Diversi generi musicali che hanno trovato  una realizzazione in un piccolo saggio musicale la sera del 25 settembre.

Laboratorio di pittura è  un metodo per aiutare a ricordare a dipingere e a creare arte, legato soprattutto al vissuto di chi migra.Il laboratorio  di pittura creativa “Vedic Art” della pittrice Christine Persson, aperto ad adulti e minori, si è assunto quale obiettivo specifico quello di  connettersi con la natura dell’esistenza per  capire da dove veniamo e dove stiamo andando. Molti i bambini ma altrettanto numerosi gli adulti di ogni nazionalità che hanno voluto sperimentare questo percorso, un vissuto da esternare e condividere.

“Laboratorio di Terra Cruda” con l’artista danese Rekke Munkholm Laursen che attraverso una rappresentazione teatrale iniziale ha annunciato l’interazione con tutto il corpo.  Un contatto primordiale con la terra,  fatta di tatto ed olfatto,  dove i bambini di tutte le nazionalità , unitamente ad adulti, hanno potuto esprimere  vicinanza e creatività.

BistrOCRA. I ragazzi richiedenti asilo, già attivi nel laboratorio cucina, hanno realizzato piatti etnici e toscani per i partecipanti con l’obiettivo di esternare le tradizioni culinarie africane alternandoli a piatti tipici toscani, quest’ultimi piatti creati con il contributo attivo di giovani ristoratori locali, presso la Locanda Demetra & Montalcino CooKing School. Molto apprezzati gli assaggi da parte di tutti i responsabili dei laboratori e dei ragazzi,  nella cornice  del chiostro, dove  è stata possibile la degustazione.

La tavola rotonda conclusiva  coordinata da SOS Razzismo ha messo in evidenza nuovi e vecchi volti del razzismo,  sottolineando  come  l’attenzione, la sensibilizzazione e la formazione  devono marciare sempre e costantemente,  mettendo in risalto positivamente le differenze. Commovente  la lettera struggente scritta per Willy dalla madre e  letta da Angela Scalzo che ha aperto l’incontro-dibattito del 26 settembre.  “Finalmente”, asserisce in una nota, l’avvocato Massimiliano Madio,   che supporta la difesa  di parte civile di SOS nel caso del brutale assassinio di  Willy Monteiro Duarte,(…)”anche il codice penale italiano prevede un aggravante di tipo speciale che tutela i soggetti ad etnie vessate e, pertanto, l’autore del reato, quando condannato, grazie a questa aggravante vedrà la sua pena anche raddoppiarsi ”. Interessante il tema “Diversità, distanza, disuguaglianza” della sociologa Livia de Tommasi  che con i suoi documenti orali e visivi ci ha offerto uno spaccato interessante  legato alle differenze sociali in Brasile esasperate dalla pandemia.  Mentre la proiezione, opera video”Migrations” di Franca Marini,  sul tema “diritti umani e covid”, presentata  dell’artista ne ha evidenziato magistralmente la correlazione. “Se La fotografia, afferma la Scalzo, restituisce in modo completo la ricostruzione storica ,antropologica e sociale del fenomeno immigratorio femminile, la fotografia può dimostrare il mondo  e il suo mutare.” Importante  la testimonianza  dell’ex direttrice dell’Isgrec, Luciana Rocchi,  dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea, da lei fondato nel 1992. Ben 22 anni di attività sul territorio che ha socializzato con i partecipanti regalando momenti di impegno partecipativo in un momento  critico, carico di incognite sul futuro. Una esternazione di gratitudine è stata offerta, infine, da Ibrahima Diao, rappresentante della comunità senegalese di Montalcino  che ha evidenziato il bisogno di  momenti di confronto pubblico più frequenti. Momenti di confronto fortemente voluti ed auspicati dall’architetto Edoardo Milesi, presidente della prestigiosa “ Scuola Permanente dell’Abitare” che in maniera sinergica  e  coinvolgente  ha annunciato un incremento di  eventi interculturali  in collaborazione con l’Associazione SOS Razzismo .

Ma alla riuscita  dell’iniziativa hanno contribuito in maniera incisiva tutto lo staff della Scuola Permanente dell’Abitare coordinate da Viola Grassenis, suo  addetto stampa,  che è riuscita a coinvolgere  gli attori  locali in un meraviglioso alternarsi di impegno interculturale.

Lo Staff di SOS Razzismo ha partecipato con il proprio bagaglio personale e territoriale  all’ evento attraverso l’impegno e la presenza di Fabio Boscagli, presidente di SOS Razzismo Roma e Lazio, il giornalista Marco Favale, le insegnanti Fabiola Passera e Rita Sammarco,  Francesco Greco  di SOS Razzismo Calabria, Sergio Marino e Amelia Sestito  due docenti impegnati contro il bullismo e per la multiculturalità ad Empoli, Nezha Ouark mediatrice culturale presso la città Metropolitana di Roma Capitale.

Tutti i docenti ed i bambini della Scuola nel bosco di Montalcino, la Comunità  Senegalese e la comunità tunisina di Montalcino, Luciana  Rocchi dell’ archivio storico  dell’ANPI di Grasseto. Gli esperti dell’Associazione  Welcom refugis di Siena, hanno partecipato attivamente ai laboratori promossi ed alla tavola rotonda  arricchendone i contenuti.

Tutti coloro che hanno partecipato nelle due giornate un grazie di cuore , perché con la loro partecipazione attiva hanno reso unico l’evento.

 

 

 

Fotografare significa scrivere con la luce di Francesca Scalzo

“Fotografare significa scrivere con la luce. .Ma l’etimologia
inganna. Fotografare significa in primo luogo vedere. Viviamo in
una civiltà visiva, popolata di immagini. Ma l’occhio umano vede
meno rapidamente e meno fedelmente dell’obiettivo. Perché è
naturalmente,inevitabilmente selettivo, certe cose gli ripugnano,
istintivamente le mette fra parentesi, le appanna, le offusca infine
le cancella, cioè le annulla; scotomizzazione integrale. La
fotografia è più onesta. Restituisce all’occhio umano la realtà
oggettiva; ne aiuta la capacità di realismo, riscopre, fa riscoprire il
valore del documento,l’importanza decisiva, di là del documento,
della testimonianza”…(dal documento alla testimonianza, la
fotografia nelle scienze sociali di F. Ferrarotti editore Liguori
1974. Accanto alle foto che vedete nella mostra fotografica che
risale al 1996, ed è stata itinerante soprattutto nelle scuole del
nord Italia ad opera di Nicola Teti editore, ci sono bellissime foto
fatte da autorevoli fotografi del calibro di Tano d’amico , Alinari
soprattutto le foto che riguardano l’emigrazione italiana
all’estero, c’è anche qualche mia foto, negli anni 80 ho iniziato
con la tesi di laurea ed ho cercato di continuare con questa
metodologia , ho fissato nel tempo delle immagini, luoghi diversi
di emarginazione dove si associano le donne immigrate , (si
ricompongono in gruppo il giovedi e la domenica nei pressi della
stazione termini), il tempo della festa, ma senza mai manipolare o
costruire la situazione (la maggior parte delle foto sono state
scattate o costruendo prima una relazione significativa o senza

che i soggetti se ne accorgessero.) Foto bianco e nero
tradizionali, che alcune volte stampavo io, con l’avvento del
digitale mi sono fermata….era totalmente un altro linguaggio più
difficile da decodificare per me,.ma ho questo desiderio di
continuare. Aggiungere alla realtà analizzata agli scritti, alla
registrazione delle storie di vita effettuate sul campo, che hanno
chiaramente una certa rilevanza , ma che tra qualche tempo
sicuramente saranno modificate o manipolate,data la continua
trasformazione dei gruppi etnici presi in esame, delle immagini,
,ottenendo cosi delle precise testimonianze che si fermano nel
tempo. La fotografia restituisce in modo completo la
ricostruzione storica ,antropologica e sociale. Del fenomeno
immigratorio femminile. La fotografia può dimostrare il mondo
soprattutto quando sta mutando.
Francesca Decimo e Cristina Demaria (nel saggio “Facce da
straniero 30 anni di fotografia giornalismo sull’immigrazione in
Italia edito da Mondadori capitolo 5- 2010) hanno compiuto la
loro analisi sulle pagine dei giornali che rappresentano le donne
straniere. Questo saggio mette in evidenza la falsificazione
manifesta che molte delle testate analizzate offrono per
raggiungere determinati fini discriminanti dell’immigrazione
femminile. La prostituzione si impone come tema ricorrente,
dominando in termini percentuali sia gli scritti che le foto, che
raccontano questo universo. Il saggio esplora il modo in cui è
stata costruita la figura della donna straniera, e come la categoria
di genere si intrecci con quelle che ne definiscono l’alterità: la
nazione, l’etnia, la religione. Emerge in questo lavoro come
l’insieme delle rappresentazioni attraverso cui si parla e si mostra

tale figura sia in realtà alquanto omogeneo, volto soprattutto a
tematizzare la sfera privata e intima della società italiana, in un
gioco di specchi dove l’alterità si configura come un terreno di
sperimentazione per auto-rappresentare le dimensioni più intime
del “nostro personale”.
C’è da dare risalto che il nuovo razzismo non vuole l’espulsione di
massa degli immigrati: sono utili come forza lavoro soprattutto per
quanto riguarda l’universo femminile e il badantato. ma devono
essere tenuti in condizioni di marginalità, , che segnali la loro
diversità e consenta di scaricare su di loro, come ha sempre fatto il
razzismo, la paure, le frustrazioni, le nostre insoddisfazioni……
cosa si può fare lottare contro queste forme di razzismo?
Per concludere l’idea progettuale per i ragazzi selle scuole per
oltre a sviluppare progetti volti a sviluppare programmi didattici
sul rispetto dei diritti umani iniziative che SOS razzismo Italia sta
svolgendo da moltissimi anni, Per questa tematica in particolare
per cercare di sconfiggere il pregiudizio e restituire identità alle
donne immigrate facendo da una parte un progetto che preveda
da una parte storitelling sull’identità dell’immigrata e dall’altro
ritratti o video che rappresentino lavori di vita quotidiana delle
donne immigrate., tempo della festa matrimoni misti,il tempo
della preghiera , ma anche denunce di situazioni di sfruttamento
e violenza,

 

Relazione  nell’ambito del progetto  “Abitare la diversità! presso  OCRA Montalcino il 25 e 26  settembre 2020

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