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Le nostre sottolineature di Luglio

 

 

1°LUGLIO 2020

Due erano le possibilità sul tavolo quando i numeri Covid iniziarono ad aumentare significativamente: una gestione etica della pandemia e una gestione economica. La gestione etica si sarebbe posta come obiettivo quello di salvare vite, tutte le vite possibili. La gestione economica avrebbe, suppongo, dovuto prevedere una  chiusura a zone, valutando le peculiarità di ciascun territorio. In Italia c’è stata una chiusura spuria, ma non dichiarata in questi termini. Abbiamo creduto si fosse scelto l’approccio etico, ma poi abbiamo scoperto che laddove c’erano maggiori contagi, le aziende per sopravvivere non avevano mai smesso di produrre.

(ROBERTO SAVIANO)

2 LUGLIO 2020

E’ tempo di rinnovata distanza. La pandemia ha messo un nuovo muro tra i nostri corpi, adattandosi fin troppo bene al clima dei nostri giorni. La questione nera resta un problema degli afroamericani, qui è completamente diverso. La distanza di sicurezza equivale a inginocchiarsi e alzare il pugno al cielo per poi girarsi altrove appena viene messa in discussione la propria storia di razzismo presente e passata.

(LUCIA GHEBREGHIORGER)

3 LUGLIO 2020

La pandemia non è una parentesi, un intervallo caratterizzato da eventi anomali e transitori rispetto al convenzionale svolgersi della vita. Io credo fortemente che ci sia, invece, bisogno di una diversa punteggiatura esistenziale, storica, politica.Dopo il dramma collettivo, non possiamo più tollerare che a governarci siano gli incompetenti, gli incapaci, gli inetti o, in taluni casi, addirittura i corrotti, i cialtroni, i disonesti. Punto e a capo.

(ANTONIO SCURATI)

4 LUGLIO 2020

Uno spot per promuovere il turismo ha suscitato grandi polemiche. “Politiche ambientali, sanitarie e suicide orientate al business hanno distrutto la sanità e consentito all’inquinamento di esplodere e causato migliaia di morti” si legge nella pubblicità. E poi : “ In Italia esiste un luogo dove c’è la cultura del rispetto del suolo e del distanziamento sociale, Ed è la Calabria” Lo spot esordisce con alcune immagini del Nord Italia come Jesolo, Rimini o Rapallo “ dove il distanziamento sociale è una chimera”

5 LUGLIO 2020

Per la pallacanestro e la pallavolo sono state realizzate delle mascherine, da ingegneri e designer del Politecnico di Torino, in un tessuto 3D leggero e modellabile che consente una respirabilità in sicurezza e 5 volte più efficace dello standard.

(Enrico Caiano)

6 LUGLIO 2020

Muore Ennio Moricone. L’auto-necrologio : “ Io Ennio Moricone sono morto. Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicini e anche a quelli un po’ lontani che saluto con grande affetto. C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così ed avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare. A Maria rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A lei il più doloroso addio”

7 LUGLIO 2020

Il magazzino della Bartolini è stato un focolaio importante di Covid-19. La società ha comprato una pagina di quotidiani per fugare ogni paura. C’è scritto tra l’altro : “Noi di BRT Corriere Espresso abbiamo fronteggiato il lockdown senza mai fermarci, abbiamo risposto alle necessità di aziende e famiglie in un momento di enorme difficoltà, sempre con tutte le precauzioni e con un sorriso dietro le mascherine”

8 LUGLIO 2020

In Cina la polizia preleva con la forza chi rifiuta l ricovero e arresta chi ha il Covid e se ne va in giro. Da noi, che siamo democratici, la mascherina è consigliata e Immuni è facoltativo. Ma il virus è più democratico di noi e ha una sola regola, fascistissima :   “Ndo cojo, cojo”

(SEBASTIANO MESSINA)

9 LUGLIO 2020

Il virus ha cambiato la natura domestica di casa nostra in una identità munita : un rifugio. E’ riuscito a farci davvero prigionieri non quando siamo tornati a casa l’ultima sera, ma nel preciso istante in cui ci ha separati dagli altri, ci ha disconnessi dalla società, ci ha spenti come animali sociali. E’ un estraneo, un passeggero abusivo, un parassita, un ospite clandestino, un infiltrato, un diverso. Anzi è un invasore. Di più : un conquistatore. Peggio, un colonizzatore

(EZIO MAURO)

10 LUGLIO 2020

Alì Saibu, ghanese di 20 anni, ad Aragona (Agrigento). Raccoglieva origano nei campi. Nei giorni peggiori del Covid-19 aveva febbre e diarrea. Nel centro per migranti nessuno lo ha visitato. E poi lo hanno subito sepolto.

(ALAN DAVID SCIFO)

11 LUGLIO 2020

La chiusura dei mesi scorsi si sta allontanando e stiamo tutti riassaporando la frenesia dell’”agorà”. Non più autocertificazioni, isolamento a casa, bambini intrappolati tra le mura domestiche : stiamo iniziando a godere liberamente del sole e dell’aria. Questo ritorno nel grande spazio sociale potrebbe far sperare che tutto riprenderà come prima, ma non è così. Dobbiamo fare i conti con un’eredità difficile da smaltire.

(MASSIMO AMMANITI)

12 LUGLIO 2020

Il linguaggio da bar è comunemente considerato greve. E invece ci propone per il dopo quarantena molta gentilezza. Ecco esempi di cartelli esposti in due bar romani. “Nel rispetto delle persone in fila invitiamo i nostri clienti a consumare velocemente. Vi ringraziamo per la collaborazione”.                                                                                                                     “Per permettere a tutti di fare colazione preghiamo la gentile clientela di essere un pochino più veloci. Grazie.”

13 LUGLIO 2020

Ho qualche dubbio che, dopo i mesi trascorsi in emergenza Covid, si possa assistere al miracolo della trasformazione dell’acqua nel vino e che improvvisamente saremo tutti più buoni, più coesi e più solidali. Troppe volte ho assistito a dichiarazioni del tipo, appunto, “niente sarà poi come prima”. E puntualmente mi sono riconfermato nell’idea che l’uomo è un animale finito e che, come non è cambiato in passato, così non cambierà in futuro.

(MICHELE CILIBERTO)

14 LUGLIO 2020

Penso che quanti, ad Amantea (Cosenza) hanno bloccato una strada provinciale per protestare contro l’arrivo, in un vicino centro di accoglienza, di 13 migranti positivi al virus, non siano razzisti. Ci sarà stato pure qualcuno seriamente convinto dell’inferiorità genetica degli asiatici ma, a muovere la gran parte di loro è stato, presumo, uno stato di ansia. Tanto più intensa quando la minaccia dell’epidemia appare destinata a insidiare la propria comunità dall’esterno.

(LUIGI MANCONI)

15 LUGLIO 2020

Portare gli occhiali è fastidioso. Indossare la mascherina è scomodo, Ma mascherina più occhiali, a luglio, per le vie della città, negli uffici, sui mezzi, è quasi una tortura. Soffochi, ti scaldi, sbuffi, e intanto il calore gonfia, sale, e va ad appannare gli occhiali, che già scivolavano via sopra il tessuto e si incastravano malamente con gli elastici

(DANDA SANTINI)

16 LUGLIO 2020

Il trucco più sporco di cui il coronavirus dispone è la sua elevata contagiosità. Volete davvero facilitare la sua rinascita? Abbiamo resistito a lungo, non possiamo permettere che la gente che si è battuta per noi l’abbia fatto invano. Così come non possiamo buttare al vento la pazienza esercitata in questi mesi

(FANG FANG)

17 LUGLIO 2020

Vista prima con divertito scetticismo solo su nasi e bocche di turisti e cittadini orientali la mascherina è un segno di questi tempi eccezionali. Si declina in mille forme e colori, con fantasia tutta italiana.

(BRUNO RUFFILLI)

18 LUGLIO 2020

Convivere con il virus significa cercare il distributore di gel all’ingresso del negozio, guardare con sospetto chi si avvicina un po’ troppo, sobbalzare per uno starnuto.

(BRUNO RUFFILLI)

19 LUGLIO 2020

Il coronavirus non si mostra con segni, non deturpa il corpo come la peste; lascia ombre e vuoti nei polmoni, che gli occhi non vedono.

(BRUNO RUFFILLI)

20 LUGLIO 2020

Segni di pace che, che nelle chiese non si scambiano più. Di affetto, amore, amicizia, ridotti se va bene a un contatto di gomito e un sorriso imbarazzati.

(BRUNO RUFFILLI)

21 LUGLIO 2020

Non si sa chi abbia avuto per primo l’idea dell’arcobaleno ma è diventato il logo di questi mesi terribili, disegnato su scuole e case, sugli striscioni ai balconi, o con i gessetti per strada. Non è tanto un segno, quanto un simbolo e infatti non taglia, non ferisce, non separa, semmai unisce i colori e le persone. Con una promessa infantile, alla quale però ognuno vorrebbe credere: andrà tutto bene.

(BRUNO RUFFILLI)

22 luglio 2020

Il Rigoletto al Circo Massimo. Sotto il Palatino, dal palco montato tra il fiume e la città, tornano i violoncelli, i contrabbassi e il corno inglese ad accompagnare gli adagi, le cabalette, gli acuti del baritono, i gorgheggi e i trilli del soprano-e non diffusi dagli altoparlanti, ma dalla gola e dai polmoni dei cantanti. L’opera ha accompagnato gli italiani nei momenti più bui della storia- e attorno ai cori, ai cantanti e agli orchestrali ci siamo stretti durante le occupazioni, le guerre, i bombardamenti.

(MELANIA MAZZUCCO)

23 LUGLIO 2020

Tutti noi, che per mesi abbiamo parlato, recitato, suonato o cantato davanti allo schermo del pc, fissando solo noi stessi e i francobolli degli spettatori connessi, ci guardiamo di nuovo negli occhi- esistiamo gli uni per gli altri.

(MELANIA MAZZUCCO)

24 LUGLIO 2020

Un osservatore esterno è sconcertato anche dalla tendenza italiana ad auto-esaltarsi per la prova straordinaria superata dal nostro Paese, la convinzione che il resto del mondo abbia “imparato dall’Italia”, una leggenda in cui non si trovano riscontri altrove. La bontà di un modello si giudica dai risultati, e i numeri italiani non sono buoni.

(FEDERICO RAMPINI)

25 LUGLIO 2020

Quella dell’emergenza è la professione che Sciascia ridicolizzò nella polemica sui professionisti dell’antimafia. Anche i professionisti dell’antivirus hanno bisogno dell’emergenza. La tengono in vita per tenere in vita se stessi.

(FRANCESCO MERLO)

26 LUGLIO 2020

Il Covid arriva e serra tutto, comprese le porte cinquecentesche di Villa Medici, questa prigione doratissima affacciata su Trinità dei Monti, i giardini immensi e misteriosi, gli infiniti anfratti, le scale, le sale, le terrazze. Tutti dentro, proprio come era successo nel 1837 quando un’epidemia di colera aveva imposto la quarantena ai residenti, i cui ritratti sono esposti in una mostra.

(ELENA STANCANELLI)

27 LUGLIO 2020

Si respira in giro un’atmosfera così anomala, a tratti addirittura inquietante : le ferie 2020 non sono vissute come il premio finale di un anno di lavoro(interrotto quattro mesi fa) bensì come la boccata d’ossigeno del nuotatore prima di tornare sott’acqua. “Cosa ci porterà l’autunno?” è il vero tormentone, altro che hit.

(STEFANO MASSINI)

28 LUGLIO 20230

Una pagina intera “a pagamento” su alcuni quotidiani contiene questa frase:                                “Quest’anno, se possiamo fare un po’ di vacanze, cerchiamo di farle in Italia. Il nostro è un Paese bellissimo che ora ha il bisogno del sostegno di tutti noi italiani”

(DIEGO DELLA VALLE)

29 LUGLIO 2020

La fotografia distanziata non esiste. Un romanziere può raccontare i giorni del virus dalla sua clausura: un fotografo deve essere fuori, nel mondo, “abbastanza vicino”. I fotografi hanno accusato il colpo; in questi mesi voli cancellati, progetti saltati, il mondo improvvisamente lontano, irraggiungibile. Ma quando sei un fotografo, fotografare è quello che devi fare. Poteva essere un punto cieco della storia il 2020 delle quarantene: è stato invece uno dei momenti più coralmente fotografati del nuovo millennio.

(MICHELE SMARGIASSI)

30 LUGLIO 2020

L’emergenza legata al coronavirus ha suscitato una nuova riflessione sulle città, prima spogliate degli abitanti a causa del lockdown, poi rianimate con qualche titubanza, allo stesso modo si è imposto un nuovo modo di abitare gli spazi pubblici: all’aperto come piazze e strade, chiusi come scuole, teatri e anche ospedali.

(STEFANO BUCCI)

31 LUGLIO 2020

Rifugiarsi nel passato sarà all’inizio la scelta più facile come accade dopo grandi sconvolgimenti. Ma poi tutto passa e si ricomincia a vivere. Ci saranno un prima e dopo Covid anche nell’immaginario del cinema. La vera creatività ha sempre virtù profetiche. E non ha paura di rischiare: sarà ancora una volta in grado di anticipare e intuire, cambiando il nostro modo di desiderare e di ragionare.

(PETER BOGDANOVICH)

 

SOTTOLINEATURE del mese di GIUGNO a cura della redazione di SOS Razzismo Italia

 

1°GIUGNO 2020

Passiamo con attenzione alla libera circolazione tra le regioni. “Passiamo da una fase di circolazione epidemica del virus ad una circolazione endemica. Possiamo attraversare la strada? Sì, certamente. Dobbiamo aver paura ad attraversarla? No, basta fare attenzione. Questo però non vuol dire che possiamo attraversarla bendati.”

                                                                               (Pier Luigi Lopalco)

2 GIUGNO 2020

Questo virus è una macchina del tempo. Guardiamo vecchi film e vecchie partite di calcio, leggiamo vecchi romanzi e sentiamo nostalgia di un mondo che solo tre mesi fa odiavamo.

                                                                              (Georgi Gospodinov)

3 GIUGNO 2020

La voglia di amicizia, finora trattenuta, è riesplosa in tutta la sua vivacità. Ma non eravamo nell’era delle amicizie virtuali? Delle conoscenze coltivate via social? Delle migliaia di amici a cui inviare selfie, postare ogni luogo da visitare, confessarsi? Avevamo dimenticato che la vera amicizia, quella tra uguali, ha bisogno della presenza.

                                                                               (Carlo Bordoni)

4 GIUGNO 2020

Si stava allenando con i compagni delle Zebre di Parma. “Mentre ero in campo è entrata metà squadra e mi ha detto dell’onorificenza. Non ci credevo” Il Presidente Mattarella lo aveva nominato tra i 57 Cavalieri al Merito della Repubblica per il suo impegno nel periodo dell’epidemia. Maxime Mbandà, 27 anni, terza linea, azzurro del rugby, dall’inizio dell’emergenza ha lavorato come volontario sulle ambulanze della Croce Gialla. “Sono stati i 70 giorni più impegnativi di sempre. La sera piangevo, non dormivo, restavo in servizio per ore fino a farmi la pipì addosso”.

                                                                              (dal Corriere della Sera)

5 GIUGNO 2020

Che succederà durante l’autunno? Nessuno può saperlo, ma occorre essere pronti ad affrontare un eventuale seconda ondata. Il primo tempo sta per finire ed è stato durissimo. Ora pensiamo a riprenderci tutte le forze nell’intervallo e affrontare il secondo tempo più ordinati e consapevoli di vincere.

                                                                        (Matteo Bassetti)

6 GIUGNO 2020

Orribile assassinio razzista a Minneapolis di George Floyd. “Siamo a un punto di svolta. Non si affrontano momenti come questi senza uscirne cambiati. Il coronavirus, la crisi economica, la diseguaglianza razziale e un presidente divisivo come Donald Trump stanno portando al collasso sociale “.

                                                                    (Paul Berman)

7 GIUGNO 2020

La pandemia non ci ha reso migliori né peggiori. Vale anche per gli odiatori da tastiera. Anche adesso che tutti potremmo uscire liberamente, loro sono in servizio permanente. E io mi domando : “Che vite fate, che infanzia avete avuto?”.

                                                                       (Concita De Gregorio)

8 GIUGNO 2020

E’ come se avessimo spento un incendio, restano piccoli focolai e disponiamo di secchi con acqua per intervenire. Il virus c’è ma è sbagliato vedere il pericolo ovunque. Vedo persone che quando incrociano un altro essere umano trattengono il respiro e guardano a terra, Una paranoia.

                                                                  (Francesco Le Foche)

9 giugno 2020

Qualunque cosa accada, ci dicono che dalla quarantena bisogna uscire con i piedi di piombo. Uscire con le ali ai piedi sarebbe un errore gravissimo.

                                                                     (Manuel Vilas)

10 giugno 2020

APOCALITTICI e RIGENERATI. Sono queste le due nuove categorie della politica dopo la pandemia. In un mondo diviso tra chi si sente “responsabile” e chi invece “vittima”.

                                                                     (Carlo Galli)

11 GIUGNO 2020

Per fortuna la pandemia non è stata una guerra. Siamo stati in casa a guardare la TV e sui divani. In guerra le persone stanno insieme, hanno una vita emotiva intensa, si innamorano, muoiono combattendo in gruppo. Qui invece siamo stati isolati. Penso che verranno fuori narrazioni noiose, diari non interessanti. Senza rapporti umani intensi, non ci sono storie. Né letterature, né politiche.

                                                                             (Daniel Kehlmann)

12 GIUGNO 2020

Una delle mie pazienti è stata multata per essere uscita senza mascherina. A nulla sono valse le proteste di sua figlia che spiegava che la paziente, affetta da malattia di Alzheimer di grado severo, non è in grado di mantenere correttamente indossato tale presidio perché non ne comprende l’utilità e tende a rimuoverlo di continuo

                                                                             (Alessandro Margiotta – Rimini)

13 GIUGNO 2020

Il ritorno del pallone ci dice che siamo guariti anche se non è il calcio di prima. Tutto sembra come prima ma tu che guardi non sei più ciò che eri.

                                                                                 (Emanuela Audisio)

14 GIUGNO 2020

Ancora dodici giorni e i mariti potranno raccontare di nuovo “ Scusa cara, stasera ho calcetto”

                                                                                  (Maurizio Crosetti)

15 GIUGNO 2020

I pipistrelli. Non sono in questo momento gli animali più simpatici anche perché da loro è partito quel salto di specie che ha portato il Sars Cov-2 ad aggredire l’uomo. Però sono necessari all’ecosistema come pochi altri animali: liberano le piante dai parassiti e si nutrono di insetti- le zanzare per esempio- che sono causa di malattie e di morte, e poi aiutano a disperdere i semi sui terreni e a fertilizzare. E inoltre convivono brillantemente con i coronavirus da milioni di anni.

                                                                                   (Giuseppe Remuzzi)

16 GIUGNO 2020 di Freud, Marx e del

Incredibile : siamo di nuovo nelle mani di Gesù Cristo, di Jahveh e della Bibbia che contro il Covid-19 sono più efficaci di Freud, Marx e del Manifesto del partito comunista.                                        (Manuel Vilas)

17 GIUGNO 2020

Dopo 50 giorni di ricovero per Covid, era guarito. Ma trascorso un mese dalla guarigione il grande filosofo Giulio Giorello è morto. Aveva scritto qualche giorno fa dopo la guarigione : “Adesso sono a casa mia, e guardo compiaciuto i miei libri come una presenza famigliare di cui continuamente mi rallegro”.

18 giugno 2020

Mi sento in piena sindrome da bilico. Non sappiamo cosa sarà di noi, non abbiamo appigli e garanzie, non sappiamo se fra una settimana il nostro quartiere verrà sigillato perché un arzillo asintomatico ha contagiato l’intera bocciofila, non sappiamo se nel week- end raggiungeremo la casa al mare appena oltre il confine regionale, non sappiamo se l’autunno rivedrà in crisi le rianimazioni, non sappiamo se affolleremo il centro città per comprare i regali di Natale, non sappiamo se il Cenone di Capodanno ci vedrà distanziati di due metri col tragico divieto di fare il trenino.

                                                                                   (Stefano Massini)

19 GIUGNO 2020

“Italiano furbo ha 100 App su telefono e i suoi dati sta anche in isola sperduta di Caraibi, però lui va da avvocato perché ministro di salute vuole violare sua privacy”(@vujaboskov). La App contact tracing in Germania ( Corona- Warn) dopo 4 giorni è stata scaricata da 9,6 milioni di persone. In Italia  (Immuni) dopo tre settimane da tre milioni di persone.

20 GIUGNO 2020

Giornata Mondiale del Rifugiato. La pandemia non ha fermato il flusso migratorio dalla Libia : il Covid-19 fa meno paura di carcere e torture.

                                                                                        (Matteo Villa)

21 GIUGNO 2020

Dicono due anatomopatologhe :” Arrivavano i cadaveri sigillati in custodie di protezione. Mentre  scioglievamo l’involucro sapevamo di essere le ultime persone a poterli guardare. Nessuna veglia funebre li attendeva per l’ultimo saluto prima del passaggio verso ciò che sta oltre. Per restituire a loro la dignità della salma, non abbiamo potuto fare altro che salutarli rappresentando con quel gesto tutta l’umanità e specialmente i loro cari”.

                                                                               (Ines Testoni)

22 GIUGNO 2020

Non confondiamo la solitudine con l’isolamento. La potenza creativa della prima. E quella distruttiva dell’altro.

                                                                             (Umberto Galimberti)

23 GIUGNO 2020

Una bella vignetta con il sole e la sabbia di un giallo acceso e tonalità di blu per il mare e il cielo con un braccio appoggiato alla sdraio e la mascherina appesa al polso. Il testo della vignetta di Makkox è :”Alla fine di questa estate2020 resterà questo ricordo nella mente di chi sarà anziano tra 30 anni. Un po’ come le espadrillas “

24 GIUGNO 2020

Da quando è iniziata la pandemia sono saltati in Italia 12,5 milioni di esami diagnostici, 20,4 milioni di analisi del sangue, 13,9 milioni di visite specialistiche e oltre un milione di ricoveri.

                                                               (Università Carlo Cattaneo)

25 GIUGNO 2020

Esplosione del contagio a Rheda Wledenbruch, la città che ospita il mattatoio tedesco. Buona parte delle maestranze sono “Gastarbeiter” provenienti da 87 nazioni, in maggioranza polacchi e rumeni. Assunti con salari notevolmente inferiori al minimo garantito vigente in Germania, vengono alloggiati in condizioni terribili in appartamenti super affollati, anche in 40 o 50, con un solo bagno, senza alcun rispetto delle minime regole d’igiene e sicurezza.

                                                            (Paolo Valentino)

26 GIUGNO 2020

Alla fine li vediamo gli invisibili ma sempre troppo tardi, solo quando ci fanno paura. Così sono pessimi i segnali che vengono da Mondragone, terra casertana già piagata dai roghi camorristici dei rifiuti e dalla schiavitù imposta nei campi dai caporali. Qui si accende la pandemia : residenti italiani contro i braccianti bulgari e rom accusati di essere untori.

                                                                 (Goffredo Baccini)

27 GIUGNO 2020

Se non ci trovassimo in presenza di una catastrofe, questi ultimi tre mesi sarebbero stati i più felici della mia vita. Ho scritto, letto, pensato. Sono rimasto con la testa tra le nuvole.

                                                                          ( Javier Cercas)

28 GIUGNO 2020

Non vogliamo più la mascherina chirurgica. Quella della malattia. Si moltiplicano le personalizzazioni nella fattura, nei colori, nei materiali, nelle modalità di portarla. Non è più anonima e uniformante. Ci identifica, racconta il nostro negoziato intorno alle relazioni, alle regole, alla normalità. E non ne abbiamo una sola ma tante come le nostre identità.

                                                                    (Cristina Cenci)

29 GIUGNO 2020

Penso moltissimo alla pandemia. Soprattutto a cosa rimarrà quando il virus se ne sarà andato. Penso a cosa scriveremo e penso a come se la caveranno le persone. Dobbiamo tornare a essere un po’ bambini. Farci portare via dalle storie, essere meno criptici. Essere più sinceri.

                                                                  (Antonio Manzini)

30 GIUGNO 2020

Oggi più che mai è proibito usare la parola Mondragone, che evoca contagio e interventi militari. Ma a Saluzzo l’esercito c’è già da un bel pezzo. Così come i braccianti, arrivati all’inizio di giugno dal sud Italia e dalla Toscana, giovani originari del Gambia e del Senegal in cerca di occupazione. La raccolta dei mirtilli è solo l’inizio della stagione del raccolto. A partire dai primi di luglio, in quello che forse è il maggiore polo ortofrutticolo d’Italia, si comincerà con le pesche, per proseguire con i kiwi e chiudere a novembre con le mele. Dodicimila stagionali che alla fine della primavera convergono ai piedi del Monviso. Senza un alloggio.

                                                                         (Marco Imarisio)

                                                                      (

 

 

 

Still MIGRATIONS di Franca Marini

FILM FESTIVAL IN RESPONSE TO PANDEMIC

Tiro Association For the Arts at The Lebanese National Theater Tyre, Lebanon, June 20-22

Sinossi/ITA
Covid 19, pandemia globale, crisi planetaria.
Tutta la popolazione mondiale sembra come dover trattenere il respiro nell’attesa di riemergere dalla superficie di un mare che improvvisamente l’ha travolta.
Al silenzio e al senso di sospensione che avvolge le nostre vite e le nostre città deserte si contrappone il fracasso e il movimento incessante delle onde del mare, eco di quella che fino a pochi mesi fa costituiva la crisi umanitaria più grave della nostra storia recente.
Il mare ha rappresentato la speranza per milioni di migranti che alla ricerca di una nuova vita lo hanno attraversato, troppo spesso trovandovi invece la morte.
Una crisi epocale tutt’ora in corso ma che sembra essere stata inghiottita da un’altra più grande e devastante.
In pochi hanno voluto pretender atto che il dramma della migrazione, determinato da una assolutamente iniqua distribuzione di beni e ricchezze a livello mondiale, riguarda tutta la comunità internazionale. In molti hanno eretto muri e barriere, chiuso gli occhi per non vedere e negare dolorose verità e responsabilità storiche.
Il virus di una cecità bramosa, che in nome del profitto ha condotto quelle politiche neoliberiste causa non solo di disuguaglianze e ingiustizie sociali abnormi ma anche dello sfruttamento incontrollato delle risorse della natura, è migrato fino alle metropoli e i centri del potere finanziario globale portando anche lì morte e una recessione economica probabilmente senza precedenti negli ultimi cento anni.
Forse solo ora, a fronte di una crisi di proporzioni mondiali, vogliamo, finalmente tutti, aprire gli occhi alla ricerca di un diverso, nuovo orizzonte.

synopsis / ENG
Covid 19: a global pandemic, a planetary crisis.
It seems as if the population of the whole world is holding its breath while waiting to re-emerge from the surface of a sea that has suddenly overwhelmed it.
In contrast with the silence and the sense of suspension that surrounds our lives and our deserted cities is the crash and the incessant movement of waves of the sea, an echo of what until a few months ago was considered the greatest humanitarian crisis in our recent history.
The sea has represented hope for millions of migrants who, in search of a new life, have crossed it, all too often finding death instead.
Migration is an ongoing epochal crisis that seems to have been swallowed up by another, even greater and more devastating.
Very few are willing to acknowledge that the tragedy of migration, which is caused by an undeniably unjust distribution of goods and wealth worldwide, concerns the whole international community. Many have erected walls and barriers, have turned a blind eye so as not to see and to deny painful truths and historical responsibilities.
A virus of greedy blindness, which through neo-liberal policies has caused not only inequalities and social injustices but also the uncontrolled exploitation of natural resources, has migrated throughout the world reaching out the metropolises and centers of global financial power and bringing even there death and an economic crisis which may be unprecedented in the last century.
Perhaps only now, faced with a crisis of global proportions, will we all be willing to open our eyes in search of a new and different horizon.

Franca Marini, May 2020

di Ivo Sera

INGINOCCHIATI A PIAZZA DEL POPOLO

 

 

 

 

Quella del 7 giugno 2020 a piazza del Popolo è stata una manifestazione antirazzista netta e precisa, checchè ne dicano i soliti opinionisti che attribuiscono a questa ed altre manifestazioni al disagio sociale creato dal Covid 19 , dalla crisi economica, dalle diseguaglianze tra le persone. No. E’ stata una manifestazione antirazzista.

E’ stata la manifestazione dell’inginocchiarsi per ricordare i quasi 9 minuti in cui un poliziotto americano ha tenuto steso a terra con un ginocchio sul collo George Floyd fino a soffocarlo. Avevano iniziato i poliziotti statunitensi inginocchiandosi davanti alle folle dei manifestanti. Avevano proseguito i calciatori di alcune squadre inglesi e italiane come Liverpool, Chelsea, Roma e Torino.

  Piazza del Popolo ha consacrato l’inginocchiarsi a nuovo simbolo contro i vigliacchi razzisti.

E’ stata la manifestazione del nuovo inizio di una battaglia contro il razzismo senza indulgenze.

Jasmine Cristallo delle Sardine nel suo intervento ha detto : “ Quello che è successo in America non è qualcosa distante da noi . Noi non siamo immuni da quel genere di problematica, noi ci siamo dentro fino al collo. Noi abbiamo sentito dire nei mesi scorsi parlando di essere umani che ci “servono” per raccogliere nei nostri campi i nostri pomodori. Non si può dire “ci servono”, parlando di essere umani “.

Insomma un nuovo inizio di antirazzismo più stringente. Con la soddisfazione che, come in Piazza del Popolo, ci sarà una marea di giovani pronti a fare la loro parte.

Noi ci siamo e ci saremo!

A cura della redazione di SOS Razzismo Italia

Le nostre SOTTOLINEATURE di Maggio

1°Maggio 2020

Siamo in piazza san Giovanni. Questo vuoto ci ricorda che non possiamo fare a meno del lavoro. Non si tratta di una festa questo anno perché ci siamo accorti che tanti operatori sanitari non hanno lavorato con la giusta tutela. Ci siamo accorti che è partita la campagna elettorale immediatamente e di come le falle siano state coperte dai risparmi della gente comune, quella stessa gente che ora sta rischiando il lavoro. Ci siamo accorti che troppo dire fa male, soprattutto se confuso. Ma ci facciamo un applauso perché ci siamo accorti tutti di quanta forza siamo capaci.

( Ambra Angioini)

2 maggio 2020

I bambini hanno : gambe per correre, braccia per scavare nella sabbia, ginocchia da sbucciare dalla bici, guance da arrossare in una corsa, scarpe da consumare, mani da sporcare. Ripartiranno per le strade, con mascherine a distanza di sicurezza, a camminare per le loro città e i loro paesi, e scoprire che sì, esistono ancora, non sono spariti dentro le mura di casa.

(Viola Ardone)

3 MAGGIO 2020

La foto di classe, la prima e durevole rappresentazione ufficiale di gruppo, una performance in favore del destino e con gli occhi pieni di un tempo che sembra aspettare davanti. La pandemia si è portata via anche questo rito collettivo. La fine di un’annata già priva di cerimonie d’addio, gavettoni e pizzate, perde così un’altra funzione collettiva che si ripeteva, spesso sotto i platani e i tigli di un cortile, da centosessant’anni.

(Michele Neri)

4 maggio 2020

Non è difficile riconoscere nella parentesi-quarantena una specie di “adolescenza prolungata” con la vita vera degli impegni rimandata a dopo. La sospensione può aver riguardato anche obblighi e responsabilità, per questo ha avuto un fascino che la mantiene desiderabile nei suoi elementi di regressione. Però è altrettanto vero che per alcuni è stato un periodo di riscoperte positive, di legami familiari vissuti più pienamente, di case abitate, di oggetti ritrovati, come per esempio di vecchi album di fotografie. Sono pezzi della propria identità che nella freneticità della vita precedente non trovavano spazio. Ora è difficile ributtarsi nella corrente.

(Valentina Di Mattei)

5 maggio 2020

La riapertura dei bar è segnata dal caffè a portar via. Non è felice la visione di questi interni svuotati, segnati dalle transenne del percorso obbligato anti-contagio. Non è felice che in alcuni fossero ancora esposte le uova di Pasqua, indizio di questo tempo che si è accartocciato, di mesi bloccati, incantati in un sortilegio triste. Ma questo ritrovarsi, timido e baldanzoso insieme, prudente e smargiasso, sulla soglia dei bar ha una speciale meraviglia.

(Paolo Di Paolo)

6 MAGGIO 2020

La mascherina è il simbolo assoluto di questo tempo. Riassume la paura e la gentilezza, la confusione e la determinazione, l’ansia e ( poiché non ci si arrende mai) la seduzione. Capovolge il proprio destino: da strumento di protesta a segno di obbedienza. Da vestimento per l’illecito a indumento dovuto. Da imposizione sofferta, già si ridisegna come variante modaiola. Nasconde e al tempo stesso comunica. Preclude, ma allude. Attraversare la città nel primo giorno di semilibertà guardando soltanto i semi-volti è un viaggio nel viaggio.

(Gabriele Romagnoli)

7 MAGGIO 2020

L’intelligenza artificiale, l’idea di essere quasi simili a mezzi tecnici dalla potenza incredibile ci aveva dato una sensazione di grande immortalità, di essere in qualche modo sopra alle nostre povere capacità umane . Il virus ci ha reso di nuovo incredibilmente fragili e nella fragilità abbiamo cominciato a guardare verso i nostri simili.

(Monica Guerritore)

8 MAGGIO 2020

Sono stati finora 6395 i casi di Covid 19 diagnosticati negli stranieri pari al 5% dei casi complessivi in Italia. Si tratta soprattutto di asiatici e africani. Si può confutare quindi che gli stranieri si ammalino di meno. Per loro è più difficile ricevere una diagnosi per un basso accesso al controllo immediato per cui il rischio di ospedalizzazione rispetto agli italiani è 1,4 volte superiore.

(Gianni Rezza)

9 MAGGIO 2020

Il virus è un tiranno dei nostri pensieri. Un tiranno che, come tutti gli gli altri, non vuole che si pensi ad altro se non a lui. La relativa libera uscita di questi giorni sembra avvenire con misura responsabile, rispetto delle regole, nella consapevolezza del pericolo incombente e con un pizzico di quel desiderio di marinare ogni tanto la scuola che è più sano e produttivo della fissazione di uno sgobbone.

( Claudio Magris)

10 MAGGIO 2020

Con la quarantena la mia introversione, costretta e maltrattata dai dettami degli estroversi iperattivi, si è data una spolverata ed è uscita dall’armadio.

(Olga Tokarczuk)

11 MAGGIIO 2020

Quando torneremo a stringerci la mano, ad abbracciarci e a baciarci, cerchiamo di essere consapevoli del valore del tatto e della sua qualità decisiva per la nostra vita. Senza demonizzare la comunicazione virtuale, così utile in questo tempo di pandemia, torniamo ad usare le mani e il corpo per vivere la comunicazione come opera d’arte. E il cuore accompagni il tatto, affinché  l’epidermide viva e vibri grazie all’arte consapevole del toccare, capace di illuminare le nostre giornate.

(Enzo Bianchi)

12 MAGGIO 2020

Essere uniti, tutti, senza confini. Perché il mondo nuovo sarà sempre aperto e globale, e se ora desideriamo solo la montagna o la spiaggia a due passi da casa, torneremo a essere esploratori di un pianeta che dobbiamo imparare a rispettare.

(Luciano Fontana)

13 MAGGIO 2020

Mancano i nonni, questo sì. Il virus ne sta portando via così tanti. Mi chiedo come faremo, noi tutti, senza di loro. E’ già diventato un dono quel che prima creava imbarazzo : la fragilità, la vecchiaia, l’aver bisogno degli altri. Ci sono tante cose che non rimpiango della società che abbiamo lasciata in sospeso.

(Silvia Avallone)

14 MAGGIO 2020

Su un manifesto affisso in Olanda a Delft, cittadina universitaria, c’è una frase del premier italiano Giuseppe Conte “Manteniamoci a distanza oggi per abbracciarci ancora di più domani. Insieme possiamo farlo”. Incuriosisce che le parole del premier italiano vengano rilanciate in Olanda, un paese che non ha dimostrato nelle scorse settimane una grande solidarietà per il nostro paese.

(dal Corriere della Sera)

15 MAGGIO 2020

Il rider è diventato un Essenziale come gli altri nove milioni di infermieri, cassiere, conducenti di Tir, autisti di tram, poliziotti, manutentori dell’elettricità e delle telecomunicazioni. Durante il lockdown ci hanno tenuto insieme ( e in vita ) . Sono andati controvento mentre la società si fermava.

(Dario Di Vico)

16 MAGGIO 2020

Mentre gli autobus viaggiano semivuoti con posti esplicitamente riservati a nessuno, la logistica degli ingressi delle stazioni della metro segue lo spirito delle gincane, con la maggior parte degli ingressi chiusi e nastri isolanti in prossimità dei tornelli mai posizionati al punto di confondere passeggeri costretti a pensare per alcuni lunghissimi secondi di essere nel torto, prima di scavalcare, unica possibilità di accedere ai tornelli.

( Diego Bianchi)

17 MAGGIO 2020

Mentre si allentano le regole del confinamento c’è un luogo in cui quelle regole dureranno per sempre perché sono un atto di fede. Un monastero di clarisse. Qui si riflette sul ritmo (“il ritmo delle persone è lento; non basta un clic per fare una comunità, non solo monastica”), la distrazione (“la vita va inventata tutti i giorni. Come? Curando i dettagli”), il flagello del virus (“siamo nella mani di Dio ? Siamo nelle mani degli altri”)

( Marco Ventura )

18 MAGGIO 2020

Qualcuno è morto più solo degli altri in questo tempo triste : qualcuno è rimasto solo anche dopo la morte, sepolto nel cimitero di Milano, su un terreno incolto, il Campo 87, in un area destinata a chi non ha familiari. Una croce con un numero e un nome. Di loro resta un sacco con pochi oggetti, se mai si presenterà qualcuno a riprenderli

(Alessandro Coppola)

19 MAGGIO 2020

L’emergenza ci condurrà verso l’educazione all’impensabile, ne saremo consapevoli : per due mesi l’abbiamo collaudata in cose terribili, ma anche in altre molto belle e profonde

( Alessandro Baricco)

20 MAGGIO 2020

Finito il lockdown c’è la fase che coincide a livello psicologico con libertà e apertura. Certo ha un’esplosione maggiore nei 20enni perché si sentono più corazzati. Per gli adulti la chiusura ha coinciso con una fase che ha spezzato le tensioni, lo stress dovuti ad alti ritmi, il ritorno a casa non è stato così sgradevoli. I giovani hanno altri orizzonti. Un’altra famiglia che non è quella dei genitori. A vent’anni la famiglia è quella degli amici, delle amiche e dei fidanzati. Per loro la movida è come un ritorno a casa.

(Nicola Ferrigni)

21 maggio 2020

C’è una compostezza, nella mascherina, e perfino un’eleganza, l’eleganza del sottotono. Il narcisismo vacilla, l’anonimato di strada conquista posizioni, ognuno è nessuno, un non-volto tra la folla. Il mistero dell’identità che perseguita psicanalisti, filosofi, scrittori da millenni, ne esce vittorioso. Nessuno ci conosce. Siamo l’Uomo Mascherato.

(Michele Serra)

22 MAGGIO 2020

Dalla metà degli anni Ottanta, la favola fasulla della “Milano da bere” ha nascosto se non cancellato le rughe della città, e Milano è rimasta per più di trent’anni impigliata in un racconto unidimensionale : la moda, il design, i grattacieli, le eccellenze, i soldi. Solo luci, e delle ombre vietato parlare. Tutti ricchi, tutte modelle, tutti designers : la proiezione di Milano nel resto del paese (considerato miseramente Italia, mentre qui siamo in Europa, ossignùr ) è stata questa , per anni, per anni innaffiata, e concimata e ideologizzata, tanto che bastava dubitarne o storcere il naso(si ricordino i dubbi su Expo) per essere accusati di disfattismo, di pessimismo che fa male agli affari.

(Alessandro Robecchi)

23 maggio 2020

Questa è la volta che non ricominciamo. Ora che il Covid sta arretrando, non ricominciamo con gli egoismi, con l’indifferenza, con l’intolleranza. Non cediamo alla sfiducia, alla diffidenza, al pessimismo. Non ricominciamo a comportarci come prima. Cominciamo, invece, a pensare da persone nuove.

( ACTIONAID)

24 MAGGIO 2020

Quanti uomini andati al macero che non avevamo ancora letto. Pensiamoli, prima di voltare pagina.

(Alessandro Bergonzoni)

25 MAGGIO 2020

La devastazione di questi mesi – l’aggressione del virus, l’insufficienza degli strumenti sanitari, l’incompetenza – ha posto drammatici interrogativi : giovani contro vecchi ; malati di più malattie contro malati di una sola malattia. Mi chiedo : un mese di felicità circondati dall’amore dei propri cari per un anziano vale meno del futuro contingente di un giovane ? La speranza di una nuova cura per chi è malato vale meno delle aspettative esistenziali di un individuo di mezza età ?

( IldelfonsoFalcones)

26 MAGGIO 2020

La pandemia di coronavirus è una tragedia di dimensioni storiche. Io non intendo in alcun modo sminuire la sua importanza o le sofferenze che continuerà a causare per molti anni. Tuttavia dobbiamo evitare di cedere alla tentazione del cronocentrismo. L’umanità sopravviverà a questa pandemia, e dopo di essa, come con molti altri disastri, tornerà a prosperare. E anche se il mondo in cui vivremo sarà diverso, non sarà irriconoscibile.

( YaschaMounk )

27 MAGGIO 2020

Giunti al cuore del problema – la semplificazione della complicazione – il Trentino sta procedendo verso l’idea risolutiva di una task force contro ogni possibile abuso di qualunque altra task force. I trentini sono stati sotterrati da 236 norme distinte per fronteggiare il virus. Ai 17 decreti del premier e le 32 ordinanze della Protezione Civile si sono aggiunte altre 26 ordinanze del Presidente della Provincia, procedendo alla memorabile diffusione di 74 circolari esplicative. Un traffico di codicilli che ha ingolfato le vie di compagna, allagato le vallate e va progredendo verso nord, verso il Brennero. Così ora la soluzione draconiana, l’arma finale: la task force al quadrato.

(Antonello Caporale)

28 MAGGIO 2020

Il Sud è sparito da decenni dall’agenda politica nazionale. Omissione gravissima. La pandemia, imponendoci di tornare a considerare i destini generali, ci ha rivelato che, in verità, a ben guardare anche il Nord è silenziosamente scivolato fuori dell’orbita di un’autentica politica nazionale. Se ha senso scrivere un articolo solo per esprimere un auspicio, l’auspicio è questo : che l’Italia intera possa, passata la buriana, riscoprirsi comunità politica.

(Antonio Scurati)

 

29 MAGGIO 2020

Per i piccoli qualcosa si è pensato, sono i ragazzi a restare al palo. Come dire : si arrangino, lo sanno fare. Il loro protagonismo potrebbe trasformarli in catalizzatori vitali. Ma dovranno sentirsi attesi, attivi e capaci.

(Alberto Pellai)

30 MAGGIO 2020

La polemica sul passaporto sanitario, che tenta Sardegna e Sicilia e fa infuriare il sindaco di Milano, in realtà è fondata sul nulla. Intanto perché per usare il passaporto ci vogliono frontiere, di cui le Regioni non dispongono. E poi perché comunque non sarebbe sanitario, visto che non esiste un test che possa garantire l’immunità; contribuisce però grandemente a peggiorare quella tendenza al sovranismo regionale che ha già più volte complicato la crisi del coronavirus, producendo un patchwork di normative locali.

(Antonio Polito)

31 MAGGIO 2020

Milano riparte , dalle sedie. Sono ovunque, sui marciapiedi della città che vuole riprendere il suo slancio. Invitano con discrezione all’attesa, e possono diventare il luogo dove fermarsi, a distanza ma insieme, a costruire un futuro nuovo.

(Barbara Stefanelli)

 

 

Foto di Mauro Masci Maggio 20202

 

a cura della redazione di SOS Razzismo Italia

AMBIENTE E MULTICULTURALITA’ a cura della redazione di SOS Razzismo

 

SOS RAZZISMO il 29 maggio 2020  era presente  con i rappresentanti della Banca del Tempo Multiculturale, all’opera di pulizia e risistemazione del Parco don Enzo Boni Baldoni in viale Somalia.

L’occasione ci ha permesso di dare il nostro sostegno solidale all’Associazione di
Protezione Civile N.S.A. ROMA NORD, di incontrare volontari di altre realtà e di
colloquiare con l’ Assessore all’Ambiente del 2°Municipio ROSARIO FABIANO!

L’iniziativa  programmata, di animazione con altre Associazioni di territorio, è stata solo rimandata,  essendo in presenza del divieto di assembramento a causa dell’emergenza sanitaria Covid 19.

Tale attività rientra tra gli obiettivi di SOS Razzismo che si prefigge di legare le
tematiche ambientali a quelle della multiculturalità e di partecipare sempre di più
alla rete associativa di territorio.

GLI ANTICORPI CONTRO L’ODIO dal libro di Walter Veltroni “odiare l’odio”

 

Il coronavirus non fa arretrare gli odiatori. Anche SOS Razzismo non arretra per prevenire l’odio.

Estrapoliamo alcune frasi del saggio di Walter Veltroni ODIARE L’ODIO ( edizioni Rizzoli) che sono dei veri e propri anticorpi contro l’odio.

  • L’ odio è un sentimento livido, una lunga bava di lumaca nella vita di ciascuno di noi
  • L’odio non è inodore, non è incolore. Non è neanche pura rabbia, che svanisce. L’odio si incrosta, si fa ruggine, muffa.
  • Odio e violenza non sono separabili. Il primo genera la seconda. E’ così da sempre,
  • Oggi l’unica cosa che bisogna odiare è l’odio.
  • L’odio quando tracima, travolge ogni argine.
  • L’odio si alimenta dell’impotenza della democrazia.
  • L’odio non è che l’anticamera di qualcosa di molto peggio.
  • Se all’odio si contrappone altro odio, la paura o l’omogeneizzazione del linguaggio allora l’odio vincerà.
  • L’odio agisce sul fegato, l’odio agisce nel determinare le risposte più semplificate.
  • L’odio si produce anche quando due schieramenti si delegittimano a vicenda.

 

a cura della redazione di SOS Razzismo Italia

UN MILANESE IN QUARANTENA “Le 50 giornate di Milano”

 

“Le 50 giornate di Milano” un libro di Enrico Bertolino con Enrico Nocera per le edizioni Solferino. “Un diario semiserio di un barricato sentimentale. L’ironico diario di una quarantena. Il racconto divertente e coinvolgente della resilienza di una città e di un Paese, Gli anticorpi dell’umorismo per affrontare il futuro”

Sin qui il testo della copertina e della contro copertina  che riassume in modo appropriato il senso di un libro di cui abbiamo condiviso la lettura in un gruppo online. Anna, Agnese, Carla e Fabio, correntisti della nostra Banca del Tempo Multiculturale, hanno concordato nel definire questo libro “spassoso”. E’ quello che ci voleva per uscire dal lock down e re immergersi nella realtà. Capita quindi proprio “a cecio” come si dice a Roma. La capitale non la citiamo più. Perché il libro è denso di milanesità. Trattata con garbo, ironia ma comunque con orgoglio. Come se in quarantena ci fossero stati solo i milanesi.

Sono sedici capitoletti, tutti divertenti, che indagano su molti aspetti della vita reclusa. Ci troviamo quindi di fronte ad un agile storia dei comportamenti nel periodo di quarantena. Tra i capitoli più riusciti c’è senz’altro quello dello smart   working con le sue contraddizioni, con i suoi termini inglesi, con gli inconvenienti delle videoconferenze, con le limitazioni alle libertà personali.

Interessante è quello sulla identificazione tra l’Apricena e il milanese con dovizia di particolari sul menù. Molto particolare è la narrazione di questo periodo in prima persona da parte del cane, protagonista indiscusso della quarantena.

Un esempio di spiegazione concreta dell’integrazione è la gara a comportamenti simili tra cinesi e milanesi nella città meneghina. Con un’ironia ragguardevole per questa delicata tematica.

E poi i giorni di quarantena milanese contro il virus confrontati con le cinque giornate di Milano del 1848 contro gli austriaci. Anche questo capitolo, un esempio di lettura della storia leggero, simpatico e attualizzato.

Insomma un libro pervaso di milanesità ma godibile. Con una punta di presunzione anche nella citazioni di detti locali tra cui spicca : “Se non ti muovi mai non aspettarti una spinta”.

Una vera sorpresa il libro di Bertolino che compensa le cattiverie che Vittorio Feltri ha profuso in questo periodo contro i meridionali. La migliore risposta al ricominciamento della campagna d’odio.

A cura della Redazione di SOS RAZZISMO ITALIA E DEI VOLONTARI DELLA BANCA DEL TEMPO MULTICULTURALE